Rocco

parlare di sé stessi dopo 6 decadi risulta quasi impossibile, perché sono troppe le cose da dire e quindi mi limito ad osservare che come sono attualmente è molto diverso da come mi ero pensato quando ero più giovane di oggi.

Persino due anni fa non avrei mai immaginato che sarei divenuto caratterialmente così come sono oggi. Il tema diventa come descriversi: attraverso il lavoro è la cosa più facile. Sono un statistico laureatosi il 23 marzo 1990 in piena occupazione studentesca dell’allora Facoltà di scienze statistiche presso La Sapienza, e di quella occupazione con il disegno di legge Ruberti di riforma universitaria ne ero stato tra i promotori. Insomma ero una “testa calda”, molto a sinistra e poco irreggimentato nella nomenklatura della sinistra politica dell’epoca. Eppure a breve sarei diventato l’ultimo segretario di una sezione del PCI vicino all’università. E da quel momento la mia vita non sarebbe più stata un lento fiume diretto al mare, ma una vortice di cose e fatti talvolta incredibili e improbabili.