(ma potrebbe essere oggi 24 giugno 2026 solo che sono già 36 gradi…)
Stamattina è coperto ma caldo e la gente abitante il borgo storico di Todi non disdegna di uscire per la consueta mattina domenicale confondendosi con i pochi viandanti e i molti pseudo residenti di origine straniere: nordeuropei, francofoni, slavi e yankee. Dico yankee perché lo sono nell’accezione colombiana che imparai nel 1994 nel mio primo viaggio di nozze in occasione del mio primo fallimentare matrimonio. Parlerò di questo composito gruppo molto variegato ma omogeneo nel loro anti-trumpismo rivendicato il 30 marzo 2026 in occasione del No king’s day (https://www.nokings.org/). Oggi però quello che di cui scrivo da residente tuderte fin dal 21 luglio 2012 è del progressivo spopolamento del borgo storico.
Oramai gli esercizi commerciali si contano sulle dita di due mani e nessuno di questi risulta essere un classico negozio di prossimità, ossia rivolto alla popolazione residente di ogni classe sociale e di censo. I suicidi dei locali non sono rari e hanno determinato la sparizione di alcuni esercizi commerciali come il piccolo store associato alla Conad o il bar santa Maria. Vivere al centro senza automobile è un impresa perché per fare la spesa si deve uscire dalle mura medievali per recarsi ai diversi supermarket presenti nel territorio comunale (ne ho contati 9 ma non sono sicuro di conoscerli tutti).
Todi centro sta morendo e il baldanzoso sindaco rieletto per il nuovo mandato non sembra molto crucciarsi di ciò, forse perché non vive a Todi ma ad Acquasparta. E questo dà già la misura dei tuderti di nascita che votano un sindaco che di tuderte ha unicamente la genitorialità in quanto è sposata con donna scandinava, che io in 16 anni ho visto solo in foto. Varie volte ho avuto modo di dialogare con lui e con il vice sindaco, una delle poche brave persone che militano nel partito dell’attuale signora che suo malgrado fa il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Con accenti diversi entrambi sono mossi da sincero ed onesto sentimento di vicinanza verso la città dell’aquila ma sono altrettanto sinceramente incapaci di aver una minimale strategia di attrazione verso la vita del borgo di quella che fu dichiarata (con una rudimentale ma geniale trovata di marketing territoriale) la “città più vivibile del mondo” (dove mondo nella vulgata suprematista di intende l’Occidente ): https://www.lavoce.it/todi-la-citta-piu-vivibile-del-mondo/.
Eppure la demografia locale è implacabile (fonte: wikipedia italia):

come si vede Todi nel 2021 ha più o meno la stessa popolazione del 1901 ma con l’evidente trend decrescente. Inoltre si deve tenere conto che 1 abitante su 10 è straniero. A fronte di questa situazione l’uniche azioni di governo sono state volte a creare le condizioni per una fuga dal territorio. In elenco alfabetico ecco le principali azioni di governo:
- assenza di aree pedonali fisse nel borgo;
- assenza di un politica di tutela del territorio e della matrice culturale cittadina;
- assenza di incentivi all’apertura di esercizi commerciali nel borgo storico;
- assenza di servizi di trasporto pubblico con il santuario mariano di Collevalenza;
- azzeramento della mobilità sostenibile privata;
- chiusura a tempo indeterminato del servizio ferroviario;
- chiusura del punto nascite dell’ospedale Media Valle del Tevere;
- degrado dei parchi giochi del borgo;
- depauperamento delle discipline specialistiche presenti nell’ospedale sopra citato;
- depotenziamento delle linee di collegamento extraurbane;
- riduzione drastica delle iniziative culturali non fotocopia di altri centri umbri;
- svendita degli spazi comunali a speculatori stranieri.
In questi anni ho assistito alla insipienza e alla incapcità della classe benestante ed intellettuale della città di partorire anche una semplice idea per la Todi del XXI° secolo. Le polemiche in città hanno riguardato in ordine alfabetico:
- l’acquisto di libri sulla teoria dei gender per la biblioteca comunale;
- la presenza temporanea di un centro d’accoglienza per immigrati;
- la raccolta di firme per la remigrazione attraverso un incontro politico dedicato;
- la rimozione dopo nove della direttrice della biblioteca comunale;
- la mancata chiusura del Todi festival e la chiusura al pubblico dell’archivio di Stato.
In conclusione pur di non affrontare i problemi concreti ci si divide sul nulla o poco più. Del resto cosa ci si può aspettare da una città che ha per assessore alle frazioni il leader di Italia Tricolore, una lista civetta per gli ex di Casa Pound che nel 2017, contribuirono a far eleggere l’attuale sindaco. La persona è un operaio dell’azienda del caffé locale, brava persona ma priva di ogni cultura del territorio che confonde l’ecologia con il giardinaggio ed opera di conseguenza. Il triste è che la tradizione umbra di sinistra, quella che aveva inventato “Todi città più vivibile del mondo” ha riportato solamente 4 voti in più di Italia Tricolore nelle ultime elezioni comunali del 12 giugno 2022 quando si sfidarono due avvocati, l’attuale sindaco per il suo secondo mandato (terzo complessivo) e lo sfidante iscritto al PD, iscritto all’Albo degli Avvocati di Perugia nel 2000 – Patrocinante in Cassazione dal 2015 – Mediatore presso l’Organismo di Mediazione Forense di Perugia – Gestore delle crisi da sovraindebitamento presso l’Occ dell’Ordine degli Avvocati di Perugia – Curatore Fallimentare: pratica il profilo ideale per il liquidatore di una città in crisi. Almeno l’attuale sindaco, perugino di nascita, figlio di un dirigente scolastico e di un insegnante, risulta essere un’appassionato lettore di libri (possiede una biblioteca di migliaia di volumi) e di musica jazz; ha praticato a livello agonistico Calcio, Volley e Calcio a 5. È Tenente della Riserva con anzianità a decorrere dal 1999. Iscritto all’Albo degli Avvocati di Perugia ed esercita la professione forense, nei settori del Diritto Civile, del Diritto Penale e dell’Amministrativo. È Avvocato cassazionista, patrocinante avanti le Magistrature Superiori. È stato nominato nel 2019 dall’UNICEF “Sindaco difensore dell’infanzia”. Un profilo di bravo oratore ai convegni che non sfigurerebbe nell’attuale compagine governativa anche come ministro di -Grazia e Giustizia, visto il successo dell’attuale guardiasigilli. Una simile nomina potrebbe sollevare la popolazione tuderte dall’ultimo anno di legislatura, normalmente il più dispendioso ed inutile per la città.
Ricordo che nel 2017 avevo preparato un programma per la città e lo spedì all’attenzione del locale periodico cittadino distribuito gratuitamente. Ovviamente non ebbi nemmeno una risposta negativa…Nei prossimi mesi mi inventerò qualcosa in proposito

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