L’oscena contabilità

Dal 14 aprile 2026 Donald Trump, nel suo delirio senile, si è cimentato in un attacco senza precedenti nei confronti dell’attuale pontefice Robert Francis Prevost, quasi ad evocare le parole del Vangelo dove Gesù ammoniva che avere fede in lui significava mettersi contro la propria famiglia (Matteo 10,34-37). Le ragioni dello scontro, senza precedenti negli ultimi duecento cinquanta anni, è l’agghiacciante aggressione congiunta con Israele nei confronti dell’Iran, aspramente condannata da Prevost, chiamato in causa dall’evocazione evangelico-settaria dell’Armageddon prossimo venturo generato dall’assalto israelo-palestinese nei confronti del territorio iraniano ed alla uccisione del Rahbar Ali Khamanei. Prevost non solo ha condannato ogni riferimento a Dio per giustificare una guerra, ma ha avuto la fermezza di escludere ogni possibilità che l’invocazione del trascendente possa fornire leggittimità all’aggressione armata contro un popolo inerme. Una chiarezza teologica che ha irritato il convertito vice presidente degli Stati Uniti che ha sostenuto che Dio non poteva non essere dalla parte degli USA durante la Seconda guerra mondiale, contraddicendo le parole del Papa che negava ogni affiliazione guerresca di Dio e nel contempo ritornava alle sue origini evangeliche, dimenticando che un cattolico non può giudicare la parola teologica del Papa, che è il rappresentante di Gesu Cristo sulla Terra.

L’aspetto su cui riflettere è che l’ultima volta nella quale un pontefice prendeva una posizione così assoluta sulla guerra tra stati nazionali fu il 1° agosto 1917 con Benedetto XV° che inveì contro l’inutile strage con una nota diretta ai capi di stato belligeranti. Insomma è passato oltre un secolo durante il quale i capi della Chiesa Cattolica non si sono mai direttamente esposti nel condannare uomini o donne colpevoli di aver avviato uno scontro armato tra Stati. Perché i moniti papali assumono un valore politico teologico molto diverso se si chiamano per nome i responsabili delle azioni contro Dio e il suo Magistero, ovvero se si richiamano genericamente a tale magistero.

La novità di Prevost è politico-teologica e naturalmente alla Casa Bianca non poteva passare inosservata per due ragioni: demografica, strategica.

La prima è connessa alla circostanza che oltre il 18,7% della popolazione statunitense si dichiara di origine ispanica. Una popolazione fortemente attenta alle tradizioni religiose d’origine, cattolicissima e devota al papato come istituzione e come espressione di leader mondiale della coscienza umana.

La seconda sottende alla capacità dell’amministrazione statunitense di mantenere la postura di dominus del mondo. Essa deriva dalla visione propria dell’autorità di governo degli USA che individuò nella nascita degli Stati Uniti d’America una continuità tra il popolo eletto ebraico e il popolo americano che propendeva per occupare il Wild West. La missione USA di dare la felicità al proprio popolo si è periodicamente tradotta in una dominanza economico-politico-militare-socioculturale. Per la prima volta il capo del Vaticano si oppone a tale dominanza e ne contesta la natura intriseca.

Prevost segna una chiara discontinuità con i suoi predecessori che avevano al più contestato l’aspetto socioculturale e talvolta quello economico ma mai avevano cassato la dimensione politico-militare; semmai l’avevano legittimato per paura dell’orso sovietico e del panda maoista. Ora la Chiesa cattolica compatta si fa paladina della pace e concordia tra i popoli e rifiuta il settarismo evangelico-sionista verso l’Islam. La novità è tale che potrebbe offuscare ciò che è stato dal concilio di Nicea il potere temporale papale per l’umanità. Infatti, non si può ignorare che per quasi 17 secoli la Chiesa ha prescritto chi dovesse essere accolto dalla Chiesa e chi ostracizzato, combattuto ed ucciso. Di fatto la Chiesa come istituzione è stata la più longeva tirannia della storia che ha sterminato popoli e distrutto civiltà non conformi al proprio credo.

Piacerebbe dire che Nazismo, Fascismo, Comunismo, Stalinismo, Liberismo, Sionismo, Imperialismo, Sovranismo, Nazionalismo si siano spartiti l’orrenda torta delle ecatombi, stermini, genocidi e stragi nella storia moderna. In realtà quello che avvenne fu spesso pallida imitazione della sparizione di intere civiltà per opera della Curia Romana che legittimò con benedizioni, preghiere e salmi ogni tipologia di efferatezza che l’umanità abbia registrato nella sua storia post Crocifissione di Gesù Cristo.

Contabilizzare il contributo del Vaticano allo spopolamento di terre e continenti per fare spazio ai propri seguaci e mentori è impossibile senza un placet degli eredi di quella postura. Prevost potrà forse determinare una presa di coscienza tardiva dell’osceno ruolo degli USA nel governo del mondo, ma non potrà mai cancellare la strage degli innocenti che la Chiesa Cattolica perpetrò nei secoli.

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